A Winnipeg, in Canada, è vietato girare per casa nudi con le finestre aperte.

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pubblicato il 05/09/2010 | Terra e Natura | 0 commenti
Riempite un bicchiere d'acqua, prendete una bella padella antiaderente e scaldatela per bene...
No, non ci siamo di colpo trasformati in un portale di ricette e cucina, ma grazie a questi pochi "ingredienti" possiamo dare vita ad un'esperienza scientifica particolarmente curiosa.
Dicevamo, mettete a scaldare una padella vuota fino a raggiungere una temperatura di 100°C, quindi aggiungete poche gocce d'acqua. Come è facilmente prevedibile, le gocce evaporeranno e svaniranno istantaneamente.
A questo punto continuate a far scaldare la padella. Raggiunti i 200°C aggiungete nuovamente le gocce d'acqua e...incredibile! Le gocce non solo non evaporeranno più, ma inizieranno a veleggiare e a girovagare per diversi secondi sulla superficie della padella come piccole sfere di mercurio.
Apparentemente potrebbe sembrare un processo totalmente paradossale: come può l'acqua evaporare istantaneamente a 100°C e non a 200°C?
La risposta è racchiusa in un semplice fenomeno fisico conosciuto come effetto Leidenfrost.
In pratica, con superfici particolarmente calde lo strato della goccia a contatto con la padella evapora in tempi rapidissimi originando un mini-cuscinetto di vapore. Tale cuscinetto svolgerà diverse funzioni: separerà la goccia d'acqua dalla padella, farà diminuire l'attrito fra i due corpi e soprattutto ritarderà l'evaporazione dell'intera goccia (il vapore infatti ... [ Vai all'articolo ]
pubblicato il 31/08/2010 | Strutture e Tecnologia | 1 commenti
La volta scorsa abbiamo visto come l'urina, soprattutto in antichità, svolgeva un ruolo di vitale importante per molteplici attività produttive. La prima cosa che potremmo a questo punto pensare è che oggigiorno un simile e particolare "ingrediente" sia ormai caduto in disuso, ma in realtà le cose non stanno propriamente così e rischieremmo di commettere un grave errore di valutazione.
Proprio nella Stazione Spaziale Internazionale (ISS), infatti, ovvero l'emblema un po' dell'odierna tecnologia, la frontiera dell'utilizzo alternativo di questo "magico" liquido è stata ampiamente superata. La NASA ha infatti progettato un sistema altamente tecnologico denominato ECLSS la cui funzione primaria è quella di riciclare i rifiuti liquidi e gassosi (come acqua sporca, urina e la stessa anidride carbonica prodotta dal respiro degli astronauti) in acqua del tutto pura e potabile. Con un complesso sistema di ebollizione, distillazione e condensazione, la pipì degli astronauti viene depurata da tutti gli scarti e le sostanze tossiche per ottenere dell'acqua cristallina pronta da bere.
L'efficienza? Elevatissima!
L'ECLSS riesce infatti a riciclare il 100% dell'umidità prodotta all'interno della stazione e l'85% dell'acqua contenuta nell'urina.
Ma ovviamente la Stazione Spaziale... [ Vai all'articolo ]
pubblicato il 28/08/2010 | Strutture e Tecnologia | 1 commenti
Cos'hanno in comune l'acqua che bevono gli astronauti, le batterie, la concia delle pelli e la polvere da sparo?
Semplice! Derivano tutti da un "ingrediente" comunissimo che produciamo addirittura noi stessi: stiamo ovviamente parlando della nostra pipì!
Potrebbe sembrare incredibile, eppure l'urina - soprattutto in antichità - era considerata una sorta di "ingrediente magico", indispensabile per molteplici produzioni e attività.
Uno tra gli impieghi più diffusi e curiosi era senza ombra di dubbio la produzione del salnitro, un componente fondamentale della polvere da sparo. Mescolando cenere, letame e terra si creavano infatti degli enormi blocchi di materiale che venivano periodicamente bagnati con dell'urina. Dopo circa un anno, il tutto veniva pulito, lavato e cristallizzato, pronto per produrre la tanto preziosa polvere nera. La cosa curiosa è che tale prodotto non aveva esclusivamente scopi bellici, ma - come accadeva nell'antica Cina - era comunemente impiegato anche per fini ludici, come ad esempio per i tanto rinomati fuochi artificiali.
Un'altra importante applicazione a base di urina era la concia delle pelli. Una volta asportata dalla carcassa animale, la pelle doveva subire tutta una serie di processi naturali per evitare il deterioramento causato della putrefazione dei materiali organici. Tra di essi vi erano anche lunghi bagni ... [ Vai all'articolo ]
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